Negli ultimi tre mesi ho seguito, e da pochi giorni terminato, l’edizione primaverile del “Capra Course”, una serie di dodici lezioni settimanali on-line tenute due volte all’anno dal Prof. Fritjof Capra, con annesso forum per favorire il coinvolgimento degli allievi, in questa occasione più di 200 provenienti da diversi paesi di tutti i continenti.

Capra è un fisico austriaco che ormai da decenni vive in California. Si è fatto conoscere dal pubblico come ottimo divulgatore sul finire degli anni 70 con il celebre “Tao della Fisica”. In seguito ha scritto diversi libri sull’approccio sistemico allo studio scientifico della realtà, in particolare biologica e ambientale, e si è interessato anche al lascito filosofico-scientifico di Leonardo da Vinci.

Il suo ultimo libro, “The Systems View of Life” (“Vita e Natura”, Aboca ed., il titolo dell’edizione italiana), scritto assieme al biochimico Pierluigi Luisi, è del 2014 ed espone una visione unitaria della vita attraverso l’applicazione ai sistemi viventi delle teorie scientifiche più innovative che si sono affermate negli ultimi 50 anni, come la Dinamica Non-lineare, la teoria della Complessità e le Scienze Cognitive. In particolare mette in risalto come certi schemi (pattern), come per esempio quello della rete, del ciclo e della retroazione (feedback), siano comuni a diversi livelli della realtà vivente: biologico, cognitivo, sociale ed ecologico-planetario.

Centrale è uno spostamento di attenzione e di indagine dalla struttura al processo, cioè dall’analisi dei componenti, tipica dell’approccio deterministico-riduzionista, allo studio dei flussi metabolici di materia ed energia. Questi, oltre a consentire il mantenimento in vita, sono in grado di far emergere comportamenti e caratteristiche tipici del sistema nel suo insieme, cioè non rintracciabili in nessuno dei suoi componenti e che sono importanti vettori di creatività ed evoluzione.

Fondamentali e dichiarati i tributi, tra i tanti, ai biologi Humberto Maturana (recentemente scomparso) e Francisco Varela, autori della teoria dell’autopoiesi, a Ilya Progine, studioso delle strutture dissipative e premio Nobel per la Chimica 1977, alla microbiologa Lynn Margulis, autrice della teoria della simbiogenesi, al neurologo Antonio Damasio, al sociologo Manuel Castells, autore della "Società della Rete" e attuale ministro dell'Università spagnolo, e all'agronomo Lester Brown, fondatore del Worldwatch Institute.

Il libro adotta un registro divulgativo ma serio e rigoroso, fornendo anche alcune schede di approfondimento dal contenuto concettuale e scientifico rilevante, pur senza richiedere una competenza specialistica. Su di esso è basato il corso, il quale comunque è più sintetico e più focalizzato sulle grandi problematiche che ci troviamo ad affrontare in questi anni, specie quella relativa alla formazione di persone che siano in grado di comunicare e favorire, in campo sociale e politico, le innovazioni prima di tutto concettuali richieste dalla transizione ecologica ed energetica, ormai non più rinviabile.

Trovarsi a riconoscere, nelle organizzazioni e nelle comunità del proprio quotidiano, le strutture e le dinamiche stabilizzatrici, rigenerative e adattative tipiche dei fenomeni biologici ed ecologici, è una scoperta insieme affascinante e portatrice di fiducia e speranza. La forza e robustezza del sistema vivente, a qualunque livello di complessità, va ben oltre quella dei singoli componenti. E questo può dare più significato alle nostre stesse vite nel contesto del mondo e arricchirle e renderle più sane, così come alle nostre relazioni.

Recentemente ho anche pubblicato delle pagine di supporto alla lettura e allo studio del libro, come degli indici e una raccolta di riferimenti introduttivi alla fruizione, anche parziale, del testo.


(L'immagine di testa è stata presa da capracourse.net)
alberini.com - 21/05/2021, 26/05/2021